SMS - Appuntamenti 9 novembre 2001 - 6 gennaio 2002

Leonardo Mattioli
Illustratore e grafico

Dopo i primi lavori di grafica per l'Ensa Garrison Cinema Theatre, l'attività di Leonardo Mattioli si sviluppa negli anni cinquanta attorno alle pubblicazioni di numerose case editrici fra cui Vallecchi, Sansoni, La nuova Italia e Guaraldi, per le quali Mattioli progetta intere collane editoriali e realizza splendide copertine. Fra i numerosi titoli di libri per ragazzi si ricordano il sillabario edito da Bulgarini , la collana 'I Gabbiani' e il Martin Pescatore per l'editore Vallecchi e La storia illustrata del ciclismo pubblicata dalla Casa dello Sport di Firenze. Quando egli inizia la sua attività, l'illustrazione, soprattutto quella per l'infanzia, appare condizionata dal realismo sdolcinato di derivazione rockwelliana e dagli stereotipi della scuola disneyana. Mattioli, come Bruno Munari, Luigi Veronesi ed Emanuele Luzzati, riconduce l'illustrazione all'arte con continui richiami e citazioni soprattutto all'arte contemporanea, suddividendo gli spazi in piani geometrici in un rapporto attento di luce e ombre ed esprimendo un originale gusto per il caricaturale: elementi questi, che fanno dell'opera di Mattioli un insieme equilibrato di ironia e attenta descrizione dell'ambiente, di surrealismo e teatralità.
I suoi lavori sono apparsi su numerose riviste fra cui Pubblicità Italia, Annual Art Directors Club Milano, Rivista Pirelli Graphicus e Parete.
Negli anni settanta Mattioli divenne docente prima di Pubblicità e poi di Arti Grafiche presso l'Istituto d'Arte di Firenze. In questi stessi anni egli esprime le sue grandi doti di graphic designer e il suo forte impegno civile realizzando numerosi manifesti di argomento politico e sociale. Bellissimi quelli realizzati per la Regione Toscana sul tema dell'inquinamento e degli incendi nei boschi, i manifesti commemorativi del 25 aprile, 1 maggio e della liberazione di Firenze nel 1944 dal nazifascismo o quelli sulla tragica guerra in Vietnam e sugli episodi di intolleranza subita dai lavoratori italiani in Svizzera.
Ma il suo nome resta legato soprattutto alla realizzazione di una splendida edizione di Pinocchio edita da Vallecchi nel 1955 dove l'artista esprime appieno la sua carica innovativa nell'uso del monocromatismo affidando le sue immagini al blu notte, agli arancio, ai marroni e agli ocra e soprattutto anticipando di diversi anni le modalità espressive dell'illustrazione italiana.



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