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14 dicembre 2001 - 24 febbraio 2002
Storia di Natale Iconografia della Natività e Sacra rappresentazione alle origini del Presepio popolare toscano Infinite volte e in più modi l'arte sacra ha rappresentato gli eventi della vita di Cristo, e in particolare la Natività e la Passione: dai primordi del Cristianesimo, artisti grandi, mediocri o sconosciuti si sono cimentati coi momenti centrali del Nuovo Testamento. I cicli figurativi della Natività e della Passione non sono tuttavia soggetto esclusivo dell'arte 'alta'. Sono anche teatro, dramma liturgico, sacra rappresentazione e hanno prodotto rispettivamente due 'fratelli minori' dell'arte, materiali d'arredo e oggetti devozionali coltivati da artigiani, ora umili, ora eccellenti: il presepio e la via crucis. Di essi, solo il presepio - rito della festa e aurorale messaggio di speranza, che unisce credenti e laici - è uscito dalla sfera dell'arredo sacro per divenire oggetto del Natale domestico. Un filo lega gli antichi presepi di chiesa a quelli barocchi, allestiti da aristocratici e famiglie facoltose, al presepio popolare sorto negli ultimi due secoli: che sta a mezza via fra teatrino familiare, strumento pedagogico e momento ludico-creativo. La Toscana, saltando quasi del tutto la fase più nota agli studiosi e al grande pubblico, quella del presepio sei-settecentesco, ha vissuto solo le fasi estreme di questo processo: il presepio plastico del Rinascimento e il presepio 'povero' nato in Lucchesia e Val di Serchio circa un secolo fa. C'è un rapporto tra l'arte gotica e rinascimentale toscana e i prodotti di un artigianato marginale e di una pratica familiare quasi abbandonata negli ultimi decenni? Apparentemente no: il presepio artigianale è stato infatti quasi del tutto trascurato dalla critica e dagli studiosi di folclore. Eppure queste espressioni artistiche così lontane hanno in comune l'aver filtrato in diversa misura la tradizione iconografica e letteraria della Natività, ricreandola e ripensandola di continuo in base al proprio linguaggio specifico. Né il presepio d'arte, né quello artigianale sono 'variazioni sul tema' dovute all'estro degli artisti o degli improvvisati registi che lo mettevano in scena. In entrambi i casi esiste un 'codice' iconografico, che è il risultato di una lunga evoluzione e di mutamenti nella religiosità e nell'interpretazione del testo evangelico. Il percorso della mostra guida il visitatore alla comprensione di questi mutamenti attraverso un esperimento: il confronto incrociato tra oggetti d'arte sacra ed elementi del presepio popolare toscano, come lo si faceva fin verso la metà del '900. Un gioco di rimandi, di 'prestiti' reciproci, dell'abbandono o del recupero di motivi tradizionali, tra letteratura religiosa, iconografia dotta, teatro popolare, folclore, antropologia, gusto artistico, scambi con le tradizioni regionali vicine, aspetti devozionali. Dall'analisi della struttura dell'insieme e dei personaggi, emerge da un lato un'immagine cangiante della Natività, tutt'altro che un canovaccio scritto una volta per tutte: dall'altro un presepio popolare meno 'ingenuo' di quanto si creda. |
| Spedale di Santa Maria della Scala |