SMS - Appuntamenti 25 giugno - 15 settembre

c'era una Volta
la ceramica medievale nel convento del Carmine

Il riempimento delle volte del Convento del Carmine si componeva prevalentemente di ceramica alternata a gettate di terra e i materiali utilizzati, presumibilmente, provenivano proprio dai fondaci delle numerose botteghe di artigiani presenti in questa zona nel Trecento. I manufatti erano destinati a riempire l'intercapedine tra una di queste volte e le pareti degli ambienti che esse sostenevano; al tempo stesso, essi erano sufficientemente leggeri da non gravare eccessivamente con il loro peso.
Insieme alle ceramiche, gli operai lasciarono numerosi rifiuti prodotti dal cantiere, permettendo, tra l'altro, di ricostruire oggi l'organizzazione di una giornata di lavoro e di recuperare oggetti di uso quotidiano perfettamente conservati, come brandelli di stoffa e una parte di una calzatura con i fori prodotti dalla chiodatura della scarpa. Si può inoltre immaginare come, durante le pause dal lavoro, gli operai consumassero pasti basati su minestre o zuppe, cotte su un focolare occasionale e consumate in ciotole di legno.
Del pasto sembra facessero parte anche la carne, la frutta secca (soprattutto noci e mandorle) e le castagne. Si ritiene addirittura che gli animali venissero macellati sul cantiere, forse direttamente dagli operai. Inoltre, la consistente presenza di resti organici e vegetali permetterà una ricostruzione ambientale della zona del cosiddetto Piano dei Mantellini (tipi di piante, colture, etc.).



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