SMS - Appuntamenti 6 agosto 2002 - 2 febbraio 2003

Il vino di Dioniso
dei e uomini a banchetto

Una prima sezione espositiva è dedicata agli oggetti utilizzati nel quotidiano per il trasporto, la preparazione e il consumo del vino, in un arco cronologico che va dall'età del Bronzo fino al periodo romano imperiale: si tratta principalmente di vasi, di ceramica o metallo, destinati a contenere e a servire il prezioso liquido, deinoi, crateri, anfore, oinochoai e vasi di minori dimensioni legati al consumo, kylikes, skyphoi, kantharoi. Ad essi si accompagnano tutti quegli oggetti che concorrevano al corretto svolgimento del banchetto: spiedi, treppiedi, lucerne, kottaboi. Tali oggetti testimoniano nello stesso tempo la progressiva assimilazione da parte del mondo indigeno, enotrio, di temi e costumi del mondo greco. Legata a quest'ultimo aspetto è la seconda sezione, che illustra una serie di ricchi corredi provenienti da necropoli (Chiaromonte, Guardia Perticara, Montescaglioso) databili tra VI e IV secolo a.C. formati da servizi per il banchetto che documentano la rapida diffusione della pratica e il suo appannaggio da parte delle ricche élites locali dell'interno. Solo con la prima metà del V secolo a.C. il tema dionisiaco prende il sopravvento e si diffonde capillarmente a tutti i livelli sociali: Dioniso, il cui culto ha profondamente interessato il mondo greco e romano, è celebrato quale dio che aggrega e tutela il mondo cittadino e offre, oltre ai piaceri di questo mondo, la possibilità di una vita beata ultraterrena. A Dioniso è espressamente dedicata la terza sezione, in cui si illustra il culto del dio e del suo seguito (tiaso bacchico, con menadi e satiri) attraverso le rappresentazioni sulla ceramica attica e italiota, su rilievi votivi in terracotta per finire con le testimonianze più tarde, già di epoca romana, in cui il culto dionisiaco, quale strumento di salvezza, fa da controparte e pendant al Cristianesimo.



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